Ospedale Regionale di Locarno “La Carità”

Venerdì 8 novembre 2019 – venerdì 31 gennaio 2020

Entrata libera – ore 8.00 – 20.00

Inaugurazione: Venerdì 8 novembre 2019, ore 18.00

“Io ballo quel che sono”, mi ha detto un giorno Giulia, artista, pittrice, Luganese di nascita, sperimentatrice dell’universo femminile. Giulia utilizza con disinvolta destrezza tecniche diverse, spaziando dal disegno alla fotografia ai tessuti.

“Sono presente, in connessione con il mio corpo e con il mio compagno di danza, in totale ascolto, pronta ad abbandonarmi, ma restando sempre viva e vigile. Danzo a seconda del mio stato: il tango è ora triste e malinconico e ora gioioso ed euforico.

Il tango è però anche illusione: vivi un abbraccio, uno scambio intenso con uno sconosciuto, per tre, quattro minuti e poi via, per un altro scambio profondo, ma destinato a finire. Il tango è condivisione, ma talvolta anche attesa e solitudine.”

Le parole con cui Giulia racconta il tango, potremmo utilizzarle per descrivere la sua arte. Giulia danza e dipinge ciò che lei è.

Vive le emozioni che la attraversano e le fa diventare segno, gesto, tratti su tela, compagna di creazione. Compagna di una danza a cui abbandonarsi con fiducia.

Giulia danza ad occhi chiusi, e hanno occhi chiusi anche le figure femminili che da sempre ritrae nei suoi dipinti. Ritratti tutti al femminile, un femminile che trasmette serenità, dolcezza, abbandono, fiducia, sensualità, ma anche solitudine, attesa, sospensione e nostalgia per qualcosa che è stato e che i suoi dipinti sembrano voler fermare in un ricordo.

“Ma come farai a dipingere il tango, se il tuo universo pittorico è sempre stato al femminile? Il tango si balla in due, un uomo e una donna”. “Già”, ha risposto Giulia, “sarà una bella sfida, dovrò accogliere l’universo maschile nelle mie tele, sarà un percorso di ricerca, mi lascerò trasportare. Vedremo dove mi porteranno le emozioni.
Io dipingo quel che sento, IO DIPINGO QUEL CHE SONO

Cristina Zamboni